PROCEDURE DI ALLERTA COMPOSIZIONE ASSISTITA CRISI

riassetto organizzativo e controllo di gestione per le imprese di ogni dimensione

A seguito dell’introduzione delle procedure di allerta e della composizione assistita della crisi (D.lgs. 12.01.2019) diventa obbligatorio per l’imprenditore/amministratore riorganizzare l’impresa e introdurre sistemi di pianificazione e controllo di gestione.
Lo scopo è far emergere precocemente i segnali di difficoltà ed agevolare il recupero tempestivo dell’equilibrio aziendale.
Il Controllo di gestione consente di monitorare i risultati aziendali, descrivere una strada in ottica di pianificazione strategica e controllare periodicamente se l’impresa rimane su quella strada nel corso del tempo.

Alcuni studi recenti hanno evidenziato la incapacità delle imprese italiane medio piccole di promuovere in via autonoma dei progetti di ristrutturazione precoce per diversi motivi tra cui:

  • assenza di monitoraggio e pianificazione anche a breve termine
  • personalismo autoreferenziale dell’imprenditore
  • debolezza dell’assetto organizzativo
  • sottodimensionamento
  • capitalismo familiare

Composizione assistita crisi: cosa prevedono le procedure di allerta?

Le procedure di allerta si basano su due principi fondamentali:
  • la predisposizione di adeguati assetti organizzativi e amministrativo-contabili in base alle dimensioni e alla natura dell’impresa

L’imprenditore ha l’obbligo di dotarsi all’interno dell’azienda, di un complesso di strumenti, di metodologie di rilevazione e di procedure (definendo ruoli, responsabilità e controlli da svolgere) per anticipare lo stato di difficoltà sul nascere a tutela della continuità aziendale.

Gli adeguati assetti organizzativi costituiscono la base per una corretta gestione della propria impresa qualunque sia la dimensione.

  • la verifica dell’equilibrio economico-finanziario e patrimoniale dell’azienda

L’imprenditore ha l’obbligo di verificare costantemente ed in maniera tempestiva il prevedibile andamento della gestione e l’equilibrio aziendale al fine di rilevare in maniera tempestiva la crisi. Lo scopo evitare la chiusura dell’impresa e generare un danno per i creditori e la collettività.

 

PREDISPOSIZIONE DI ADEGUATI ASSETTI ORGANIZZATIVI E AMMINISTRATIVO-CONTABILI IN BASE ALLE DIMENSIONI E ALLA NATURA DELL’IMPRESA

Cosa vuol dire avere un adeguato assetto organizzativo?

In termini pratici è necessario adottare un organigramma per definire una chiara identificazione delle funzioni, dei compiti e responsabilità delle unità e del mansionario che descrive le attività e ne regolamenta lo svolgimento.
L’imprenditore deve porre attenzione che il personale sia dotato di adeguate competenze per svolgere le funzioni assegnate perché è responsabile nel mettere le persone giuste nel posto giusto.

Cosa vuol dire avere un adeguato assetto amministrativo-contabile?

In termini pratici il sistema amministrativo-contabile è costituito da tutti gli strumenti informatici e applicativi e dalle procedure comportamentali che consentono di ottenere tempestivamente informazioni attendibili, complete e corrette per la rappresentazione di fatti aziendali.
Lo scopo è redigere situazioni infrannuali corrette e tempestive con lo scopo di valutare il costante equilibrio economico-finanziario dell’azienda ed il prevedibile andamento della gestione.
La funzione che deve essere gestita al meglio è quella amministrativa perché deve monitorare la gestione della tesoreria (il cosidetto cash flow), che deve consentire un’adeguata previsione degli andamenti di cassa (entrate e uscite) per almeno i sei mesi successivi ma almeno per l’anno (attraverso la costruzione anche di un budget di tesoreria).
Tutte le funzioni aziendali devono partecipare attivamente a questo processo di pianificazione quindi quella produttiva, quella degli acquisti, delle vendite etc…
Se l’amministratore non è in grado di fornire la prova di aver messo in pratica quanto riportato l’impresa non può essere dotata di un adeguato assetto per la rilevazione della crisi ed entra nella sfera del profilo di responsabilità.

VERIFICA DELL’EQUILIBRIO ECONOMICO-FINANZIARIO E PATRIMONIALE DELL’AZIENDA E IL PREVEDIBILE ANDAMENTO DELLA SUA GESTIONE

La riforma prevede l’adozione di appositi indicatori per controllare l’equilibrio aziendale ed il prevedibile andamento dell’attività al fine di verificare se ci fossero fondati indizi di crisi. (approfondimenti su: quando una impresa è considerata in crisi?)
Questo monitoraggio può avvenire solo attraverso il controllo di gestione e quindi attraverso la pianificazione, monitoraggio e controllo dei dati aziendali consuntivi e prospettici per riuscire a far emergere precocemente i segnali di difficoltà ed agevolare il recupero tempestivo dell’equilibrio aziendale.
In altri termini, occorre sviluppare una vera e propria “gestione strategica”, mediante il coordinamento tra i momenti di pianificazione dell’attività d’impresa, decisione di obiettivi e strategie, realizzazione di obiettivi e strategie e controllo dei risultati raggiunti.
La gestione strategica richiede quindi una vera e propria “cultura del controllo di gestione”, che si traduce in un modello e in strumenti atti a monitorare le dinamiche dell’impresa in termini di ricavi, costi e margini.
L’adozione di un sistema di controllo di gestione permette all’imprenditore di avere a propria disposizione una molteplicità di informazioni per il governo consapevole e razionale della sua azienda.
Il controllo di gestione garantisce un’attività diagnostica non tanto e non solo in via consuntiva, quanto anche in via preventiva.
Gli indici da tenere sotto controllo sono:
– Indicatori di natura patrimoniale e liquidità
– Indicatori di redditività
– Sostenibilità dei debiti per almeno 6 mesi successivi
– Sostenibilità degli oneri finanziari con i flussi di cassa
– Adeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi
– Ritardi nei pagamenti dei fornitori, erario e dipendenti superiori a 90 giorni

Cosa è importante fare per essere in regola?

L’imprenditore dovrà dotarsi di strumenti adeguati per essere in grado di rilevare in modo tempestivo e costante le anomalie (early warning) sui rapporti commerciali, sui rapporti con le banche e soggetti finanziari, rapporti contrattuali, sulla contabilità e il bilancio, sulla gestione, sui rapporti con l’erario e l’esistenza di eventi pregiudizievoli.

Come posso verificare se sono in regola?

Attraverso l’utilizzo dei seguenti strumenti:
– check-up organizzativo e
– check- up sullo stato di salute economico finanziario e patrimoniale
– verifica del livello di patrimonio sia sufficiente al soddisfacimento dei creditori sociali.
Grazie a questi strumenti siamo in grado di verificare se l’impresa ha un adeguato assetto.
In base a quanto emerso può essere impostata una strategia con orizzonte a 3/5 anni, tradurla in business plan, definire una pianificazione operativa con orizzonte di breve periodo con un budget a 12 mesi e monitorare gli indici ed essere proattivi nel caso si manifestino i primi sintomi di crisi.

Cosa succede se l’imprenditore non adotta questi strumenti?

Se l’azienda non dispone di questi strumenti, anche se minimali in relazione alle dimensioni, della serie anche il piccolo negozio o il pizzaiolo deve adottare questi strumenti, l’imprenditore non potrà dimostrare di aver adempiuto ai dover imposti dall’art. 2086 cc con le conseguenze sul piano delle responsabilità personali rispondendo con il proprio patrimonio personale in solido con quello della società per i danni arrecati.

Si riporta qui di seguito la rappresentazione degli obblighi in capo all’imprenditore

composizione assistita crisi

A conclusione, il nuovo codice della crisi richiede un cambio di marcia all’imprenditore non attento a determinate dinamiche dell’impresa, riportandolo ad una responsabilità di tipo organizzativo amministrativo e contabile e richiedendo lui, in via generale, un differente approccio gestionale vocato a una maggiore attenzione all’aspetto strategico e diagnostico, in relazione alle informazioni prodotte dalla propria realtà aziendale e agli strumenti idonei ad acquisirle e rielaborarle.