COSA CAMBIA DAL 30 GIUGNO 2021 NEL RAPPORTO BANCA-IMPRESA?

In data 29 maggio 2020, l’Autorità bancaria europea – EBA (European Banking Authority), ha pubblicato il testo definitivo con le nuove linee guida che entreranno in vigore a partire da luglio 2021.

Tali linee guida introducono strette regole sulla concessione dei prestiti bancari.

Chi ne risentirà?

soprattutto le Piccole , micro e medie imprese

Perché?

Usano ancora poco gli strumenti del controllo di gestione dell’azienda e ragionano poco in ottica futura.

In aggiunta ci sarà anche il nuovo Codice della Crisi di Impresa, che tranne alcune norme già in vigore dal 16 marzo 2019 sull’adeguato assetto organizzativo, dovrebbe entrare in vigore il 1 settembre 2021, se non ulteriormente rinviato, con il monitoraggio di indici di allerta che hanno lo scopo di far emergere tempestivamente la crisi dell’impresa e trovare una soluzione di salvataggio prima del fallimento.

Quali sono i punti principali su cui si focalizza l’Eba e quindi gli Istituti di Credito?

  • diffusione della cultura del rischio di credito

  • estensione dei criteri di valutazione del merito creditizio a tutte le imprese anche le micro e piccole (differenziazione per le imprese di costruzioni)

  • individuazione di indicatori nella valutazione della richiesta di finanziamento e durante la fase di monitoraggio dell’andamento del credito

Le banche dovranno avere una “visione di insieme del cliente” che sia coerente con tutte le attività e le passività comprese le informazioni sugli impegni finanziari e la storia sul rimborso dei prestiti.

Tutto questo avrà una ricaduta importante sulle aziende perché saranno chiamate, dagli istituti bancari, a produrre adeguate informazioni circa la possibile erogazione del credito.

nuovo approccio per valutare il cliente

Le concessioni dovranno essere economicamente sostenibili e dovranno dimostrare le adeguate disponibilità finanziarie del debitore.

Le banche nel primo di luglio 2021, per i nuovi affidamenti, valuteranno il merito creditizio sulla base di informazioni storiche ma ancora di più su quelle prospettiche per prevedere in anticipo il rischio di default.

Per esaminare la situazione prospettica è necessario servirsi di un business plan che dovrebbe essere predisposto direttamente dall’imprenditore che si rivolge alla banca, un business plan credibile, prudenziale, razionale e sostenibile.

Di conseguenza gli Istituti di Credito necessitano di bilanci sempre più completi anche per le imprese in contabilità semplificata e di business plan aziendali per valutare il rischio storico e rischio prospettico.

Non contano più le garanzie reali come aspetto dominante per approvare un finanziamento ma tali garanzie servono solo per garantire la banca in caso di default.

Le domande che la banca si pone è:

  • l’impresa ha capacità di rimborso? 

  • è in grado di produrre flussi di cassa sufficienti per riuscire a rimborsare il prestito che viene richiesto?

ma allora come si può avere un adeguato flusso di cassa?

I flussi di cassa saranno sufficienti solo se l’azienda è in grado di generare un reddito operativo positivo quindi l’ebitda, acronimo inglese di Earnings Before Interests Taxes Depreciation and Amortization e tradotto in italiano come Margine Operativo Lordo o MOL.

Tale indicatore rappresenta il perfetto indicatore della redditività aziendale prendendo in esame solo la parte inerente il business aziendale in senso stretto.

QUALI SONO GLI INDICATORI PIU’ IMPORTANTI che verranno monitorati da parte delle banche?

E’ importante monitorare costantemente:

  • Margini (struttura, tesoreria, CCN)

  • PFN (posizione finanziaria netta – importante il rendiconto finanziario)

  • Indice indebitamento

  • EBITDA/ ROE/ROS

  • leva finanziaria (PFN/EBITDA).

  • DSCR (programmazione economico finanziaria)

QUALI DOCUMENTI SERVIRANNO PER RICHIEDERE UN FINANZIAMENTO?

L’EBA indica in dettaglio i documenti e informazioni che la banca dovrà raccogliere per l’istruttoria della pratica:

  • finalità del finanziamento
  • bilanci dell’impresa ed eventuale relazione del revisore
  • fatturato, ricavi e flussi di cassa,
  • situazione debitoria con estratti conto evidenze comprovanti lo stato dei pagamenti verso fornitori
  • situazione in centrale rischi
  • Rating esterno se esistente
  • posizione finanziaria, livello di indebitamento ed eventuali attività in pegno
  • situazione di eventuali contenziosi o rischi legali esistenti alla data dell’istruttoria
  • business model e struttura societaria (che verrà valutata anche in termini di antiriciclaggio)
  • business plan
  • evidenza della situazione dei pagamenti di contributi e posizione fiscale
  • garanzie reali e finanziarie e relative valutazioni ed assicurazioni eventuali
  • documentazione legale a supporto dell’attività operata dell’azienda

Cosa possono fare tutte le imprese per adeguarsi in tempo?

Fondamentale per tutte le imprese anche le micro, le ditte individuali, le società di persone, srl di varie dimensioni, spa, che necessitano di richiedere linee di credito alle banche (anticipo fatture, salvo buon fine, un prestito per un nuovo investimento) introdurre gli strumenti del controllo di gestione:

  • analisi di bilancio per calcolare il rating interno dell’impresa che tenga conto dei parametri su cui si basa la banca per concedere il finanziamento
  • budget
  • piani economici finanziari
  • business plan quindi delle proiezioni numeri futuri dell’azienda realistiche e ragionevoli per dimostrare cosa l’impresa vuole fare da grande.
  • Adeguato assetto organizzativo

Da sottolineare che gli Istituti di Credito utilizzeranno anche gli indicatori di preallerta nel controllo del monitoraggio del credito, che consentono di rilevare tempestivamente l’aumento del rischio di credito nel loro portafoglio tenendo conto anche di eventi:

-macro economici che potrebbero incidere sulla redditività futura di un settore o di un’area geografica o di un gruppo di clienti o di un singolo cliente

-indicatori interni quali calo di fatturato, calo di flusso di cassa, riduzione dei margini operativi e dell’utile dell’esercizio, scostamento degli utili effettivi rispetto alle previsioni etc…

Attenzione!!!

L’unica soluzione per riuscire a rimanere in piedi in un contesto economico incerto come quello in cui viviamo è monitorare costantemente la gestione dell’impresa attraverso l’analisi degli indici del bilancio, la verifica degli scostamenti rispetto al budget e quindi fare il controllo di gestione.

Costa fare il controllo di gestione?

Certo che si, ma ti sei chiesto quanto ti costerebbe non prendere un finanziamento per un investimento oppure giocare i progetti e il futuro dell’impresa?

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