L’accesso al finanziamento bancario è più accessibile con un buon rating aziendale.
Il rating è il punteggio che la banca attribuisce ad un’impresa, in base alla sua rischiosità; in sostanza il rating attribuisce quanto vale l’impresa per la banca.
Le banche prestano soldi alle imprese che sono in grado di restituirli, d’altronde voi prestereste soldi ad un amico sapendo di perderli?
Con l ‘entrata in vigore degli accordi di Basilea, tutti gli istituti creditizi, hanno dovuto modificare le proprie regole di comportamento sull’ accesso del finanziamento alle imprese.

Infatti le banche sono tenute a rispettare il primo pilastro fondamentale cioè quello patrimoniale.
In concreto le banche sono obbligate a detenere un ammontare di capitale almeno pari ad una percentuale stabilita dei finanziamenti erogati alla clientela in relazione al rischio dei singoli presiti; più rischi si assume la banca (ad esempio tramite l’erogazione di un mutuo ad un’impresa poco solvibile) e maggiore capitale dovrà tenere lì fermo da parte… e alla banca non conviene tenere soldi fermi.
Il punto è che le banche tenderanno a concedere credito alle imprese in base al suo merito di credito e alla sua capacità di restituzione del debito!
Di conseguenza le imprese con minore qualità creditizia (perdite, esposizioni debitorie già alte, insolvenza) subiranno un rating peggiore e quindi un costo più alto del credito, tradotto maggiore tasso interesse o addirittura se il rischio fosse ritenuto troppo alto, non concedere il credito stesso.
Allora diventa importante richiedere all’impresa una serie di informazioni che sarà obbligata a fornire per poter accedere all’erogazione del finanziamento.
Le informazioni che la banca chiederà all’impresa sono di 2 tipi: quantitative e qualitative.
Le informazioni quantitative a loro volta si suddividono in:
storiche: bilanci di almeno gli ultimi 3 esercizi, riclassificati e corredati di analisi per indici e del rendiconto finanziario;
andamentali: monitoraggio operato dalla banca sui rapporti che l’azienda intrattiene con il sistema bancario (informazioni da Centrale Rischi, verifica dei dati interni della banca)
prospettiche: previsioni economico-finanziarie, budget e business plan.La informazioni qualitative invece includono una serie di informazioni come la storia dell’azienda, l’organigramma, la compagine societaria, le informazioni sui rapporti con gli altri istituti di credito e sui fornitori, gli indici qualitativi aziendali, ecc.
Nelle piccole e medie imprese i dati andamentali pesano circa l’80/85% sulle informazioni complessive mentre i dati di bilancio pesano circa il 15/20%. Le informazioni qualitative non vengono valutate.
Attenzione perché è fondamentale che ci sia corrispondenza fra i dati di bilancio e quelli andamentali: ad esempio se non c’è corrispondenza tra l’ammontare delle ricevute bancarie risultanti dalla contabilità e quelle indicate in Centrale rischi, c’è una penalizzazione del rating aziendale in quanto si ritiene che non c’è chiarezza espositiva nei dati di bilancio.
In questo momento storico che stiamo vivendo le banche analizzeranno ancora più a fondo le imprese e quindi il rating sarà ancora più stringente.
Alla luce di ciò gli imprenditori delle piccole medie imprese dovranno apportare cambiamenti sostanziali:
– assumere una nuova mentalità gestionale
– modificare l’approccio tradizionale alle problematiche aziendali;
– monitorare costantemente l’andamento gestionale, integrando degli strumenti operativi per valutare preventivamente la propria affidabilità creditizia;
– adottare specifiche politiche di bilancio per migliorare la propria capacità creditizia;
In sostanza l’imprenditore dovrà essere in grado di calcolare internamente il rating per monitorare nel tempo la redditività e la finanza aziendale ed apportare azioni di miglioramento.
Un buon bilancio deve avere una struttura finanziaria equilibrata e deve essere ben capitalizzata.
Alcune regole che ogni azienda dovrebbe seguire sono:

1)   Attivo Circolante > Passività Correnti

L’attivo circolante è la somma delle rimanenze, dei crediti e delle disponibilità liquide, mentre per le passività correnti si intendono i debiti dell’azienda entro i 12 mesi.

2)  Risultato economico, Margine Operativo Lordo e Indici di Bilancio favorevoli

Il risultato economico non è altro che l’utile d’esercizio (ovviamente non ci deve essere una perdita),
il Margine Operativo Lordo, che indica la redditività aziendale e lo puoi approfondire nell’apposito articolo in cui spiego l’argomento,
gli indici di bilancio sono un insieme di indicatori (economici, patrimoniali, di produttività, ecc.) che permettono di misurare lo stato di saluto dell’azienda; anche questo lo puoi approfondire nel mio articolo.

Quali potrebbero essere le azioni da intraprendere per migliorare il bilancio e quindi il rating?

Possiamo concludere dicendo che ogni azienda dovrebbe essere in grado di auto-valutarsi, per definire gli interventi necessari per migliorare la struttura finanziaria-patrimoniale ed economica dell’impresa.
Per questo occorre implementare il controllo di gestione, che nel corso del tempo diventerà sempre più importante, rispetto alle altre funzioni nell’ambito del processo di pianificazione d’impresa.
Una maggior facilità della banca di valutazione della tua impresa, significa maggior accesso al credito con una probabilità di costi più contenuti, in quanto la banca considera come rischio la carenza di informazioni.Oggi fare l’imprenditore diventa sempre più difficile e personalmente chi ha questo ruolo lo considero come eroe della nostra economia, devono avere una visione d’insieme molto ampia, hanno una grossa responsabilità sulle spalle, devono quindi cercare di prevedere gli eventi e non di subirli, mettendo in atto le azioni che riescano a far sopravvivere le loro aziende alle sempre più forti turbolenze del mercato… ieri era la crisi del 2008 dei mutui subprime, oggi è il Coronavirus e domani chissà come si chiamerà… solo una attenta pianificazione, corretta gestione e adozione di azioni correttive portano ad una sopravvivenza dell’impresa.
Coraggio e lungimiranza!